
Il Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) ha pubblicato l’aggiornamento della serie di norme CEI EN IEC 62305, dedicata alla protezione contro i fulmini. Si tratta del primo aggiornamento dal 2013 e introduce modifiche tecniche significative alla valutazione del rischio e alla progettazione degli impianti di protezione. Tutte le valutazioni esistenti dovranno essere aggiornate entro il 31 ottobre 2027.
In questo articolo analizziamo nel dettaglio cosa cambia con le nuove norme, chi e obbligato ad adeguarsi e quali sono i passi concreti da compiere per arrivare pronti alla scadenza. Se la tua azienda dispone di una valutazione del rischio fulminazione effettuata prima del 2025, questo articolo ti riguarda direttamente.
Contenuti dell’articolo
Scadenza: 31 Ottobre 2027
Le norme precedenti (edizione 2013) rimangono applicabili fino al 31 ottobre 2027. Entro questa data, tutte le valutazioni del rischio fulminazione dovranno essere ricalcolate secondo i nuovi criteri introdotti dalle norme aggiornate.
Non si tratta di una semplice formalita burocratica: i nuovi parametri di calcolo possono modificare significativamente il risultato della valutazione. Strutture che oggi risultano “autoprotette” (cioe che non necessitano di un impianto di protezione) potrebbero richiedere interventi con i nuovi criteri. Al contrario, strutture attualmente dotate di LPS potrebbero beneficiare di requisiti meno stringenti su alcuni aspetti.
Il periodo di transizione di circa due anni e volutamente ampio per consentire ai professionisti di familiarizzare con le nuove metodologie e ai proprietari di strutture di pianificare gli eventuali interventi necessari.
Le Quattro Parti della Norma
La serie CEI EN IEC 62305 e strutturata in quattro parti complementari, ciascuna dedicata a un aspetto specifico della protezione contro i fulmini.
CEI EN IEC 62305-1: Principi Generali
Definisce i principi fondamentali per la protezione delle strutture, degli impianti, dei contenuti e delle persone contro gli effetti del fulmine. Stabilisce il quadro generale su cui si basano le altre parti della norma, inclusi i parametri della corrente di fulmine utilizzati per la progettazione dei sistemi di protezione.
CEI EN IEC 62305-2: Gestione del Rischio
E la parte piu rilevante dal punto di vista operativo. Fornisce la procedura completa per la valutazione del rischio dovuto a fulmini a terra e definisce i criteri per determinare se una struttura necessita di protezione. Una volta stabilito il limite di rischio tollerabile, la norma guida nella selezione delle misure di protezione piu appropriate per riportare il rischio entro limiti accettabili. I parametri di calcolo sono stati aggiornati in modo significativo rispetto all’edizione 2013.
CEI EN IEC 62305-3: Protezione delle Strutture
Specifica i requisiti per la protezione contro i danni materiali alle strutture e il pericolo per le persone mediante sistemi LPS (Lightning Protection System). Include le specifiche per captatori, calate, dispersori e le distanze di sicurezza. Tratta anche la protezione contro le tensioni di contatto e di passo che possono rappresentare un pericolo nelle vicinanze dell’impianto di protezione.
CEI EN IEC 62305-4: Protezione Impianti Elettrici ed Elettronici
Definisce i requisiti per la progettazione delle misure di protezione dalle sovratensioni per sistemi elettrici ed elettronici interni alla struttura. L’obiettivo e ridurre il rischio di guasti permanenti causati dagli impulsi elettromagnetici associati al fulmine (LEMP), mediante l’installazione di scaricatori di sovratensione (SPD) e il coordinamento dell’isolamento.
Principali Novita dell’Aggiornamento
L’aggiornamento 2024/2025 delle norme CEI EN IEC 62305 introduce diverse modifiche rispetto all’edizione 2013. Le principali riguardano:
- Nuovi parametri di calcolo del rischio — la Parte 2 rivede i coefficienti utilizzati nella formula di valutazione del rischio, con potenziale impatto sul risultato finale per molte strutture
- Nuova densita di fulminazione NSG — la densita di fulminazione al suolo NG e sostituita dalla densita dei punti di impatto al suolo NSG (ground strike-point density) nel calcolo del numero medio annuo di eventi pericolosi: un singolo fulmine nube-terra puo raggiungere il suolo in piu punti distinti, per cui NSG = k · NG (k = 2 in assenza del dato dal gestore della rete)
- Requisiti piu dettagliati per gli SPD — la Parte 4 introduce criteri piu specifici per la selezione e l’installazione degli scaricatori di sovratensione
- Maggiore integrazione con le norme ATEX — per le strutture con rischio di atmosfere esplosive, l’aggiornamento chiarisce i requisiti aggiuntivi di protezione
- Revisione dei livelli di protezione LPL — aggiornamento dei quattro livelli di protezione (I, II, III, IV) con relative specifiche tecniche
- Chiarimenti sulla manutenzione — nuove indicazioni sulla periodicita e le modalita di verifica degli impianti di protezione esistenti
Cosa dice la CEI EN IEC 62305-2: la Parte 2 in sintesi
La CEI EN IEC 62305-2:2025-02 (classificazione CEI 81-10/2) recepisce la terza edizione della IEC 62305-2 ed è in vigore dal 1° marzo 2025. Sostituisce la CEI EN 62305-2:2013, che resta applicabile solo fino al 31 ottobre 2027. È la parte della serie che dice se una struttura ha bisogno di protezione e di quale livello: le Parti 3 e 4 intervengono dopo, per progettare LPS e SPD.
Il metodo quantifica il rischio R per due tipi di perdita, L1 (danno a esseri viventi) e L2 (danno materiale alla struttura e al contenuto), e la frequenza di danno F per la perdita L3 (guasto dei sistemi interni). Il rischio nasce da quattro sorgenti (fulmine sulla struttura S1, vicino alla struttura S2, sulla linea entrante S3, vicino alla linea S4) e da quattro cause di danno (DAD e DIT per gli esseri viventi, D2 danno fisico, D3 guasto dei sistemi interni), combinate in nove componenti di rischio: RAT, RAD, RB, RC, RM, RU, RV, RW, RZ. Il totale per ciascun tipo di perdita si confronta con il rischio tollerabile RT = 10-5 all’anno; in Italia la norma richiede di calcolare sia RL1 sia RL2 e di confrontarli separatamente con RT.
I dati di ingresso sono la densità dei punti di impatto al suolo NSG (NSG = k · NG, con k = 2 se il gestore della rete di rilevamento non fornisce il valore), le aree di raccolta della struttura (AD, calcolata con un offset di tre volte l’altezza, e AM, che dipende dalla tenuta a impulso degli impianti interni) e delle linee entranti (AL, AI), le caratteristiche di ciascuna zona (persone presenti, rischio d’incendio, misure antincendio, tipo di pavimentazione, schermature) e le protezioni esistenti (LPS, SPD, sistemi di allerta temporale TWS conformi alla IEC 62793).
Una novità operativa spesso trascurata riguarda le zone con batterie al litio: la norma stabilisce che il fattore di riduzione per le misure antincendio rp valga 1, annullando il beneficio di estintori e impianti di spegnimento automatico nel calcolo. Chi ha installato un accumulo fotovoltaico, un UPS di taglia o una sala di ricarica per carrelli dopo la propria valutazione deve aggiornare la VRF a prescindere dalla scadenza del 2027.
Chi Deve Adeguarsi
L’obbligo di effettuare la valutazione del rischio fulminazione e stabilito dal D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro) e riguarda il datore di lavoro in qualita di responsabile della sicurezza. La valutazione deve essere eseguita secondo la norma CEI EN 62305-2 e va inclusa nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
In particolare, l’obbligo riguarda:
- Strutture con rischio di esplosione (ATEX) — impianti chimici, depositi di carburante, industrie con polveri combustibili
- Edifici aperti al pubblico — scuole, ospedali, centri commerciali, teatri, palazzetti sportivi
- Strutture con affollamento significativo — uffici con molti dipendenti, capannoni industriali, magazzini logistici
- Impianti industriali — stabilimenti produttivi, linee di assemblaggio, impianti di processo
- Strutture contenenti apparecchiature sensibili — data center, laboratori, sale server, centri di controllo
- Edifici di particolare altezza — strutture alte o isolate, in zone ad alta densita di fulmini
- Strutture con impianti fotovoltaici — la presenza di pannelli solari modifica i parametri di rischio
In pratica, quasi tutte le attivita lavorative con dipendenti sono soggette all’obbligo. Anche le strutture che risultano “autoprotette” (cioe che non necessitano di impianto LPS) devono comunque disporre della relazione di valutazione del rischio che lo attesti.
E importante sottolineare che l’obbligo non riguarda solo le grandi aziende. Anche le piccole e medie imprese con un singolo capannone o ufficio devono disporre della valutazione. La differenza sta nella complessita: per una struttura semplice la valutazione richiede poche ore, mentre per un complesso industriale articolato il lavoro e naturalmente piu esteso. In ogni caso, il costo della valutazione e trascurabile rispetto ai rischi — sia legali che concreti — derivanti dalla mancata conformita.
Obblighi di Legge e Sanzioni
Il D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi per la sicurezza dei lavoratori, incluso il rischio elettrico derivante da fulminazione diretta e indiretta. Due articoli del Testo Unico riguardano direttamente i fulmini: l’art. 80, che tra i rischi di natura elettrica da cui salvaguardare i lavoratori cita espressamente la fulminazione diretta e indiretta e richiede una valutazione che ne tenga conto, e l’art. 84 (protezione dai fulmini), che impone di proteggere edifici, impianti, strutture e attrezzature dagli effetti delle scariche atmosferiche con sistemi realizzati secondo le norme tecniche, cioè la serie CEI EN IEC 62305. La mancata valutazione o l’utilizzo di una valutazione non aggiornata secondo le norme vigenti puo comportare:
- Sanzioni penali (contravvenzione, art. 55 D.Lgs. 81/08): arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro per il datore di lavoro, importi soggetti a rivalutazione periodica
- Sanzioni penali in caso di infortunio riconducibile a mancata protezione
- Contestazioni da parte degli organi di vigilanza (ASL/INAIL) durante le ispezioni
- Responsabilita civile per danni a persone o cose causati da fulminazione in assenza di adeguata protezione
Dopo il 31 ottobre 2027, una valutazione del rischio basata sull’edizione 2013 delle norme non sara piu considerata conforme e dovra essere aggiornata.
Come Funziona la Valutazione del Rischio
La valutazione del rischio fulminazione secondo la CEI EN IEC 62305-2 segue una procedura strutturata che tiene conto di molteplici fattori. Il processo si articola nelle seguenti fasi:
- Raccolta dati della struttura — dimensioni, materiali costruttivi, destinazione d’uso, numero di persone presenti, tipologia degli impianti interni
- Determinazione della densita dei punti di impatto al suolo (NSG) — dato specifico per la zona geografica in cui si trova la struttura, ricavato dai sistemi di localizzazione fulmini conformi alla CEI EN IEC 62858
- Calcolo delle aree di raccolta — l’area equivalente entro cui un fulmine che colpisce il suolo puo causare danno alla struttura o ai suoi impianti
- Identificazione dei tipi di perdita — la terza edizione ridefinisce le perdite: L1 danno a esseri viventi, L2 danno materiale alla struttura e al suo contenuto (vi rientra anche la perdita di patrimonio insostituibile), L3 guasto ai sistemi interni. Il calcolo del rischio R riguarda L1 e L2, mentre L3 viene valutata con la frequenza di danno F; la perdita di servizio al pubblico e coperta da F e da L2/L3. Per ciascun tipo di perdita e per ogni zona della struttura il rischio si calcola sommando le componenti applicabili tra le nove previste (RAT, RAD, RB, RC, RM, RU, RV, RW, RZ)
- Confronto con il rischio tollerabile — il rischio calcolato per ciascuna zona viene confrontato con il valore tollerabile RT = 1×10-5 all’anno indicato dalla norma CEI EN IEC 62305-2; secondo la prassi nazionale italiana il confronto va effettuato separatamente per RL1 e RL2
- Selezione delle misure di protezione — se il rischio supera i limiti tollerabili, si selezionano le misure (LPS, SPD, schermatura) necessarie a riportarlo entro i limiti
Il risultato finale determina se la struttura necessita di un impianto di protezione (LPS) e di quali misure aggiuntive contro le sovratensioni.
Misure di Protezione: LPS e SPD
Quando la valutazione del rischio evidenzia la necessita di protezione, le misure principali previste dalla norma sono:
Sistema LPS (Lightning Protection System)
L’impianto di protezione contro i fulmini comprende un sistema esterno (captatori, calate e dispersore di terra) e un sistema interno (equipotenzializzazione e distanze di sicurezza). Il livello di protezione (da I a IV) determina le caratteristiche costruttive del sistema. La progettazione deve rispettare i requisiti della CEI EN IEC 62305-3 e va affidata a un professionista abilitato alla progettazione di impianti elettrici.
Scaricatori di Sovratensione (SPD)
Gli SPD (Surge Protective Device) proteggono gli impianti elettrici ed elettronici interni dalla sovratensioni indotte dai fulmini. Vengono installati nei quadri elettrici e classificati in Tipo 1, Tipo 2 e Tipo 3 in base alla posizione e alla capacita di scarica. La CEI EN IEC 62305-4 definisce i criteri per il dimensionamento e il coordinamento degli SPD.
Schermatura e Cablaggio
Per strutture con apparecchiature particolarmente sensibili (sale server, laboratori, sistemi di controllo industriale), la norma prevede anche misure di schermatura elettromagnetica e di routing dei cavi per ridurre le interferenze indotte dai fulmini.
Cosa Fare Ora: Guida Pratica
Se la tua struttura dispone di una valutazione del rischio fulminazione effettuata prima del 2025, ecco i passi concreti da compiere:
- Verifica la data dell’ultima valutazione — controlla il documento di valutazione del rischio fulminazione nel DVR aziendale. Se e basato sull’edizione 2013 delle norme, deve essere aggiornato
- Non aspettare l’ultimo momento — con la scadenza a ottobre 2027, il consiglio e avviare l’aggiornamento entro il 2026 per avere il tempo di pianificare eventuali interventi impiantistici
- Affidati a un professionista abilitato — la valutazione del rischio fulminazione richiede competenze specifiche e software di calcolo aggiornati alle nuove norme
- Valuta l’impatto economico — se dalla nuova valutazione emergesse la necessita di un impianto LPS o di SPD, e meglio saperlo con anticipo per pianificare l’investimento
- Aggiorna il DVR — la nuova valutazione deve essere integrata nel Documento di Valutazione dei Rischi e comunicata al RSPP e al medico competente
Un errore comune e quello di considerare la valutazione del rischio fulminazione come un adempimento “una tantum”. In realta, la valutazione deve essere aggiornata ogni volta che cambiano le condizioni: ampliamenti della struttura, installazione di nuovi impianti (ad esempio un impianto fotovoltaico), modifica della destinazione d’uso o, come nel caso attuale, aggiornamento delle norme di riferimento. Anche un cambio di proprieta dell’immobile dovrebbe essere accompagnato dalla verifica della documentazione esistente.
Il Nostro Servizio di Valutazione
Soncini Ingegneria offre il servizio completo di valutazione del rischio fulminazione secondo le nuove norme CEI EN IEC 62305. Il nostro servizio comprende:
- Sopralluogo tecnico presso la struttura
- Raccolta dati e rilievo caratteristiche costruttive
- Calcolo del rischio con software aggiornato alle nuove norme 2024/2025
- Relazione tecnica completa con esito della valutazione
- Indicazione delle eventuali misure di protezione necessarie
- Progettazione dell’impianto LPS e/o degli SPD, se necessari
- Integrazione nel DVR aziendale
Operiamo in tutta Italia con sede a Piacenza. Il servizio rientra nell’ambito dei nostri servizi di sicurezza e valutazione del rischio elettrico.
Domande Frequenti
Quando scade il termine per adeguarsi alle nuove norme CEI 62305?
Il termine per adeguarsi e il 31 ottobre 2027. Entro questa data tutte le valutazioni del rischio fulminazione devono essere ricalcolate secondo i nuovi parametri introdotti dall’aggiornamento 2024/2025 delle norme CEI EN IEC 62305.
Devo rifare la valutazione anche se la mia struttura risulta autoprotetta?
Si. I nuovi parametri di calcolo possono modificare il risultato della valutazione. Una struttura che risultava autoprotetta con l’edizione 2013 potrebbe richiedere misure di protezione con i nuovi criteri. E quindi necessario ricalcolare la valutazione per verificare se l’esito rimane valido.
Quanto costa la valutazione del rischio fulminazione?
Il costo dipende dalla complessita della struttura: numero di edifici, dimensioni, tipologia di impianti presenti e destinazione d’uso. Per una struttura industriale di media complessita, il costo si colloca tipicamente tra 500 e 2.000 euro. Richiedi un preventivo per la tua struttura per la tua struttura specifica.
Chi e obbligato a fare la valutazione del rischio fulminazione?
Il datore di lavoro e obbligato ai sensi del D.Lgs. 81/08 a valutare tutti i rischi, incluso quello da fulminazione. L’obbligo riguarda tutte le strutture in cui si svolge attivita lavorativa con dipendenti, indipendentemente dalla dimensione dell’azienda.
Cosa succede se non aggiorno la valutazione entro la scadenza?
Dopo il 31 ottobre 2027, una valutazione basata sull’edizione 2013 delle norme non sara piu considerata conforme. In caso di ispezione da parte degli organi di vigilanza (ASL, INAIL), il datore di lavoro potra essere sanzionato. In caso di infortunio, la responsabilita penale e civile sara aggravata dalla mancata conformita.
La valutazione del rischio fulminazione sostituisce il progetto dell’impianto?
No. La valutazione (Parte 2 della norma) determina se serve protezione e di quale livello. Se il risultato indica la necessita di un impianto LPS o di SPD, occorre poi un progetto specifico redatto secondo le Parti 3 e 4 della norma da un professionista abilitato alla progettazione di impianti elettrici.
Aggiorna la Tua Valutazione del Rischio Fulminazione
Non aspettare la scadenza del 2027. Offriamo consulenza specializzata per la valutazione secondo le nuove norme CEI EN IEC 62305. Sopralluogo, calcolo e relazione tecnica completa.
