Valutazione Rischio Fulminazione

Nuova Norma CEI EN IEC 62305

Valutazione del Rischio Fulminazione

Adeguati entro il 2027: la nuova normativa italiana richiede la valutazione del rischio scariche atmosferiche per tutte le strutture.

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Scadenza 31 ottobre 2027 — la nuova CEI EN IEC 62305-2:2025-02 obbliga ad aggiornare le VRF esistenti

La terza edizione della norma CEI EN IEC 62305-2:2025-02 (in vigore dal 1° marzo 2025) ritira le edizioni precedenti il 31 ottobre 2027. Introduce nuovi parametri: densità di fulminazione al suolo NSG in luogo di NG, concetto di frequenza di danno F per la disponibilità dei sistemi interni, sistemi di allerta tempestiva (TWS) e ridefinisce le componenti di rischio. Le aziende con una VRF precedente devono verificarne la conformità e, se necessario, aggiornarla entro la scadenza. Studio Soncini affianca le aziende di Piacenza e di tutta Italia nella revisione e redazione di nuove VRF conformi.

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Perche e Obbligatoria?

Nuova Norma CEI EN IEC 62305

La normativa italiana e stata aggiornata. Dal 2027 tutte le strutture devono avere una valutazione del rischio fulminazione conforme.

Sanzioni Previste

L’omessa valutazione dei rischi è punita penalmente a carico del datore di lavoro (arresto o ammenda, art. 55 D.Lgs. 81/08) e, in caso di infortunio, la responsabilità si aggrava.

Sicurezza Lavoratori

Proteggere dipendenti e strutture dalle scariche atmosferiche è un obbligo di legge (art. 80 e art. 84 del D.Lgs. 81/08) e una responsabilità etica.

Chi Deve Adeguarsi?

Edifici industriali e capannoni
Strutture commerciali e uffici
Strutture agricole e zootecniche
Edifici pubblici e scuole
Impianti sportivi
Strutture temporanee (fiere, eventi)
Strutture con rischio esplosione (ATEX)
Strutture con accumuli o batterie al litio (fotovoltaico, UPS, ricarica carrelli)
Qualsiasi edificio con lavoratori

Per quali tipi di struttura serve la Valutazione Rischio Fulminazione?

La VRF è obbligatoria per ogni datore di lavoro (D.Lgs. 81/08: art. 17 e 28 sulla valutazione dei rischi, art. 80 che cita espressamente la fulminazione diretta e indiretta tra i rischi elettrici da valutare, art. 84 sulla protezione dai fulmini) e, in pratica, si applica a qualsiasi struttura presidiata o con beni di valore. Studio Soncini elabora VRF conformi alla CEI EN IEC 62305-2:2025-02 per le seguenti tipologie di edifici e attività, con interventi a Piacenza, in tutta l’Emilia-Romagna e in tutta Italia:

Capannoni e impianti industriali

Stabilimenti produttivi, capannoni industriali, magazzini automatici, linee di produzione. La VRF dimensiona LPS e SPD per proteggere macchinari, quadri elettrici, sistemi PLC e personale.

Industria a rischio esplosione (ATEX)

Impianti chimici, raffinerie, depositi di carburante, distillerie, silos cereali. Le componenti RC2, RM2, RW2, RZ2 sono fondamentali per zone ATEX: la VRF è integrata con la valutazione del rischio esplosione.

Ospedali, RSA e cliniche

Le strutture sanitarie richiedono particolare attenzione: il rischio RL1 (vite umane) e la frequenza di danno F sui sistemi salvavita devono essere valutati con criteri stringenti, conformi anche alla CEI 64-8 sez. 710.

Data center e Telecomunicazioni

Server farm, centrali telefoniche, ripetitori, impianti TLC. Per queste strutture la frequenza di danno F introdotta dalla nuova edizione è cruciale: misura l’impatto della fulminazione sulla disponibilità del servizio.

Edifici agricoli e allevamenti

Stalle, silos, sili granaglie, capannoni agricoli, serre. Strutture spesso isolate in aperta campagna con elevata esposizione: la VRF considera il rischio di perdita di animali e patrimonio agricolo.

Scuole, asili e impianti sportivi

Edifici pubblici frequentati da utenti vulnerabili. La VRF deve tenere conto della massima protezione delle persone (RL1) e della continuità dell’attività didattica/sportiva.

Edifici storici e musei

Chiese, musei, palazzi storici, archivi. La VRF valuta anche la perdita di patrimonio culturale insostituibile (componente RB2) e propone soluzioni di protezione esteticamente compatibili.

Edifici commerciali e uffici

Centri commerciali, uffici, hotel, ristoranti, attività commerciali. Per queste strutture la VRF si focalizza sulla protezione del pubblico e sulla continuità operativa dell’azienda.

Il Nostro Servizio

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Sopralluogo

Analisi della struttura, dimensioni, materiali, destinazione d’uso e contesto territoriale.

2

Calcolo del Rischio

Valutazione secondo CEI EN IEC 62305-2:2025-02 con software certificato e parametri aggiornati (densità dei punti di impatto al suolo NSG, nuovi coefficienti di rischio). Calcolo delle probabilita di fulminazione zona per zona.

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Relazione Tecnica

Documento completo con il calcolo del rischio R per ciascuna zona e tipo di perdita (L1 vite umane, L2 danni fisici), ottenuto come somma delle 9 componenti (RAT, RAD, RB, RC, RM, RU, RV, RW, RZ) e confronto con il rischio tollerabile RT = 1×10-5. Documento valido per il DVR aziendale.

4

Progetto LPS e SPD

Se la valutazione evidenzia la necessita di protezione, progettiamo il sistema parafulmini (LPS) e gli scaricatori di sovratensione (SPD) per il quadro elettrico.

Valutazione Rischio Fulminazione nel Nord Italia: dove operiamo

Lo Studio Soncini ha sede a Piacenza, posizione baricentrica tra Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte che permette di servire rapidamente l’intera area del Nord Italia. Effettuiamo sopralluoghi e redigiamo Valutazioni del Rischio Fulminazione conformi alla CEI EN IEC 62305-2:2025-02 in tutte le province della macro-area:

Emilia-Romagna

Valutazione Rischio Fulminazione a Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Forlì, Ravenna, Rimini.

Lombardia

VRF a Milano, Brescia, Bergamo, Cremona, Lodi, Pavia, Mantova, Como, Varese, Monza, Lecco, Sondrio.

Piemonte e Liguria

Valutazione del Rischio Fulminazione a Torino, Alessandria, Asti, Novara, Cuneo, Genova, La Spezia, Savona.

Veneto e Friuli

VRF a Verona, Vicenza, Padova, Venezia, Treviso, Rovigo, Belluno, Trieste, Udine, Pordenone.

Valutazione Rischio Fulminazione a Brescia e in Lombardia orientale

Il territorio di Brescia e della Lombardia orientale concentra una elevata densita’ di insediamenti industriali (siderurgia, meccanica di precisione, automotive, chimica, alimentare) e di siti soggetti ad obbligo specifico di valutazione rischio fulminazione: impianti ATEX (chimico, depositi gas tecnici, stoccaggi alimentari), data center, impianti agroalimentari con celle frigorifere, depositi di GPL. La valutazione del rischio fulminazione a Brescia deve tener conto della densita’ dei punti di impatto al suolo dell’area, della morfologia prealpina che concentra eventi temporaleschi nella zona pedemontana e della presenza di numerose linee elettriche aeree entranti in zona industriale. Soncini Ingegneria offre VRF a Brescia, Desenzano del Garda, Lonato, Montichiari, Manerbio, Chiari, Rovato, Palazzolo sull’Oglio e in tutta la provincia, con sopralluogo in giornata o entro la settimana successiva alla richiesta.

Valutazione Rischio Fulminazione a Pavia e nell’Oltrepo’

La provincia di Pavia presenta un tessuto produttivo eterogeneo: industria pesante e meccanica nell’area di Vigevano e Pavia capoluogo, agricoltura intensiva con stoccaggi di prodotti agricoli e allevamenti nella bassa pianura, viticoltura strutturata in Oltrepo’ Pavese con cantine e impianti enologici. Per queste realta’ la valutazione del rischio fulminazione riveste particolare importanza: gli stoccaggi agricoli (silos cereali, depositi mangimi, magazzini ortofrutta) hanno volumi elevati di materiali combustibili, gli allevamenti hanno strutture estese in metallo soggette a captazione, i siti industriali del basso Pavese ospitano impianti ATEX. Soncini Ingegneria offre VRF a Pavia, Vigevano, Mortara, Voghera, Stradella, Casteggio, Broni e in tutta la provincia, con possibilita’ di intervento congiunto su piu’ siti aziendali.

Per progetti specialistici (grandi industrie, stabilimenti multi-sito, infrastrutture critiche) operiamo anche nel Centro e Sud Italia. Il preventivo include la quota per il sopralluogo, modulata in funzione di distanze e logistica. Le aziende multi-sede possono richiedere un’unica VRF complessiva per tutti i propri stabilimenti, con tariffe agevolate.

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Le 4 Sorgenti di Fulminazione Analizzate dalla Norma

La norma CEI EN IEC 62305 classifica i fulmini in base a dove colpiscono rispetto alla struttura da proteggere. Ciascuna sorgente di danno (S1-S4) genera specifici scenari di rischio che vengono valutati separatamente.

S1 — Fulmine diretto sulla struttura

Il fulmine colpisce direttamente l’edificio o un elemento connesso (es. tetto, antenna, camino metallico). È la sorgente più pericolosa: può causare danni fisici alla struttura, incendi, esplosioni e shock elettrici alle persone presenti.

S2 — Fulmine vicino alla struttura

Il fulmine colpisce il terreno o altri oggetti nelle immediate vicinanze dell’edificio senza toccarlo. Il campo elettromagnetico generato dalla scarica induce sovratensioni negli impianti interni, con rischio di guasto di apparecchiature elettroniche e informatiche.

S3 — Fulmine diretto su linea entrante

Il fulmine colpisce direttamente una linea che entra nella struttura (elettrica, dati, telefonica). La sovratensione si propaga lungo la linea fino all’edificio, causando danni fisici agli impianti e potenziali shock elettrici per contatto indiretto.

S4 — Fulmine vicino a linea entrante

Il fulmine colpisce il terreno vicino a una linea entrante inducendo sovratensioni lungo il cavo. Gli effetti sono simili a S3 ma con intensità generalmente inferiore, e colpiscono principalmente le apparecchiature elettroniche collegate alla linea.

Come si Calcola il Rischio

La valutazione del rischio di fulminazione non è un singolo numero, ma un insieme di calcoli strutturati che la norma CEI EN IEC 62305-2 richiede di svolgere per ciascuna zona della struttura e per ciascun tipo di perdita.

I tipi di perdita considerati nella nuova edizione

L1 — Perdita di vite umane: lesioni a persone, anche permanenti, per elettrocuzione (tensioni di passo, contatto) o fulminazione diretta della persona
L2 — Danno materiale alla struttura e al suo contenuto: incendio, esplosione, effetti meccanici o chimici, perdita di patrimonio insostituibile, contaminazione ambientale
L3 — Guasto ai sistemi interni: indisponibilità dei servizi forniti dagli impianti interni. Non concorre al calcolo del rischio R, ma viene valutata con la frequenza di danno F (clausola 9 della norma)

Il calcolo del rischio R riguarda le perdite L1 e L2, mentre la perdita L3 è trattata con la frequenza di danno F. Secondo la prassi nazionale italiana richiamata dalla norma, si calcolano e si confrontano con il rischio tollerabile RT = 10−5/anno entrambi i rischi: RL1 (somma delle componenti relative a L1) e RL2 (somma delle componenti relative a L2). La protezione è adeguata quando RL1 ≤ RT e RL2 ≤ RT.

Frequenza di danno F — il nuovo parametro della terza edizione

La nuova edizione CEI EN IEC 62305-2:2025-02 introduce, accanto al tradizionale rischio R, il concetto di frequenza di danno F (clausola 9 della norma). Si tratta di una grandezza distinta dal rischio, espressa come numero medio annuo di eventi pericolosi che possono compromettere la disponibilità dei sistemi interni e dei servizi forniti dalla struttura.

La frequenza di danno F entra in gioco quando il guasto agli impianti interni a seguito di fulminazione non comporta lesioni a persone (caso del rischio R), ma interrompe servizi essenziali: data center, sistemi di automazione industriale, reti di telecomunicazione, ospedali (servizi non-salvavita), distribuzione di acqua, gas, energia.

Calcolo separato

F si calcola in parallelo al rischio R, con una propria equazione (clausola 9.2 della norma).

Confronto con FT

La frequenza di danno si confronta con un valore tollerabile FT, definito in base alla criticità del servizio fornito.

Misure di protezione mirate

Se F > FT vanno adottate misure specifiche: SPD coordinati, schermature, separazione dei sistemi, ridondanze hardware.

Per zone di rischio

Come per il rischio R, F si valuta zona per zona quando la struttura è suddivisa in zone con caratteristiche omogenee.

L’introduzione della frequenza di danno F è particolarmente rilevante per le aziende del territorio piacentino e dell’Emilia-Romagna che operano in settori a forte dipendenza da continuità di servizio: industrie alimentari, data center, telecomunicazioni, ospedali, impianti di pubblica utilità. Studio Soncini è in grado di valutare entrambe le grandezze (R e F) in un’unica VRF integrata.

Le 9 componenti di rischio

Per ciascuna zona di rischio e per ciascun tipo di perdita, il rischio totale R si calcola come somma delle 9 componenti di rischio, raggruppate secondo la sorgente di danno (S1, S2, S3, S4) e la causa di danno (DAD, DIT, D2, D3). Ogni componente che contribuisce sia a L1 sia a L2 viene calcolata separatamente con suffisso 1 (per L1) e suffisso 2 (per L2):

S1 — Fulmine diretto sulla struttura

  • RAT — tensioni di passo e contatto (L1)
  • RAD — fulminazione diretta della persona esposta (L1)
  • RB1, RB2 — danni fisici alla struttura: incendio, esplosione (L1, L2)
  • RC1, RC2 — guasto a impianti interni da LEMP (L1, L2)

S2 — Fulmine in prossimità della struttura

  • RM1, RM2 — guasto a impianti interni per induzione elettromagnetica LEMP (L1, L2)

S3 — Fulmine sulla linea connessa

  • RU — tensioni di contatto interne alla struttura (L1)
  • RV1, RV2 — danni fisici per scintille pericolose (incendio, esplosione) (L1, L2)
  • RW1, RW2 — guasto a impianti interni per sovratensioni da linea (L1, L2)

S4 — Fulmine in prossimità di una linea

  • RZ1, RZ2 — guasto a impianti interni per sovratensioni indotte (L1, L2)

Il rischio per perdita L1 (vite umane) è RL1 = RAT + RAD + RB1 + RC1 + RM1 + RU + RV1 + RW1 + RZ1. Il rischio per perdita L2 (danni fisici) è RL2 = RB2 + RC2 + RM2 + RV2 + RW2 + RZ2. Le componenti con suffisso 1 (RC1, RM1, RW1, RZ1) si applicano generalmente a strutture con rischio di esplosione e a ospedali con apparecchiature salvavita, ovvero dove il guasto degli impianti interni può comportare lesioni a persone o pericolo per l’ambiente; quelle con suffisso 2 (RC2, RM2, RW2, RZ2) si applicano generalmente alle strutture con rischio di esplosione.

Le aree di raccolta

Ogni componente di rischio dipende da un’area di raccolta: la regione di territorio in cui un fulmine, se cade, causerebbe l’evento considerato. La norma definisce:

Ad — Area di raccolta dei fulmini diretti sulla struttura (calcolata geometricamente dalle dimensioni dell’edificio)
Am — Area di raccolta dei fulmini vicini alla struttura (dipende dal livello di tenuta alle sovratensioni degli impianti interni)
Al — Area di raccolta dei fulmini diretti sulle linee entranti (funzione della lunghezza della linea)
Ai — Area di raccolta dei fulmini vicini alle linee entranti

Il confronto con il rischio tollerabile

Il rischio R calcolato per ciascuna zona e tipo di perdita deve essere confrontato con il rischio tollerabile RT = 1×10-5 all’anno definito dalla norma. Nella prassi italiana il confronto va effettuato separatamente per RL1 e RL2. Se R ≤ RT la struttura è considerata protetta e non sono richieste ulteriori misure. Se R > RT è necessario installare misure di protezione (LPS, SPD, schermature) che riducano le componenti dominanti fino a riportare il rischio nei limiti.

La Densità di Fulminazione: Come si Misura in Italia

Il parametro di partenza di ogni valutazione del rischio fulminazione è la densità di fulminazione al suolo, indicata con Ng ed espressa in fulmini per km² per anno. È il numero medio di fulmini nube-terra che colpiscono un chilometro quadrato di territorio in un anno ed è specifico della zona geografica in cui sorge la struttura.

Storicamente il valore veniva stimato a partire dalla densità ceraunica (Nt), ovvero il numero di giorni temporaleschi per anno rilevati in una data località, e convertito tramite correlazioni empiriche. Oggi, grazie alle moderne reti di monitoraggio, Ng è misurato direttamente con precisione puntuale.

La rete italiana di rilevamento fulmini

In Italia la rilevazione in tempo reale dei fulmini è svolta da una rete nazionale di sensori che registra ogni scarica nube-terra, con localizzazione GPS, ora esatta, polarità e intensità di corrente. I dati storici vengono elaborati secondo la norma CEI EN IEC 62858 per produrre i parametri di densità su base territoriale.

CEI ProDiS: lo strumento ufficiale

I valori di densità utilizzati nei calcoli di valutazione del rischio vengono estratti da CEI ProDiS, il portale ufficiale del Comitato Elettrotecnico Italiano che fornisce i parametri di fulminazione aggiornati per qualsiasi punto del territorio italiano. Due sono i parametri rilevanti:

  • NG — densità di fulminazione al suolo, espressa in fulmini nube-terra per km² per anno. È il parametro storico, utilizzato dalle edizioni precedenti della norma.
  • NSG — densità dei punti di impatto al suolo (ground strike-point density), espressa in punti di impatto per km² per anno. È il parametro introdotto dalla terza edizione in sostituzione di NG nel calcolo del numero medio annuo di eventi pericolosi. La differenza è sostanziale: un singolo fulmine nube-terra può raggiungere il suolo in più punti distinti, e ciascun punto di impatto costituisce un evento potenzialmente dannoso. Per questo NSG = k · NG, dove k è il fattore fornito dal gestore della rete nazionale di rilevamento; in assenza del dato la norma consente di assumere k = 2.

Per ogni valutazione del rischio inseriamo le coordinate precise della struttura e acquisiamo i valori ufficiali di densità, garantendo conformità normativa e tracciabilità del dato. NSG viene impiegato direttamente nel calcolo degli eventi dovuti a fulminazione diretta della struttura (ND, sorgente S1) e delle linee entranti (NL, sorgente S3); per gli eventi dovuti a fulminazione in prossimità della struttura (NM, sorgente S2) e delle linee (NI, sorgente S4) la norma applica allo stesso parametro il fattore 1/k.

La Nuova Norma CEI EN IEC 62305

Il Comitato Elettrotecnico Italiano ha pubblicato l’aggiornamento della serie CEI EN IEC 62305 (la Parte 2 è recepita come CEI EN IEC 62305-2:2025-02). Le norme precedenti rimangono applicabili fino al 31 ottobre 2027. Dopo questa data, tutte le valutazioni dovranno essere conformi ai nuovi criteri.

Nuovi Parametri di Calcolo

I coefficienti della formula di rischio sono stati aggiornati. Strutture oggi “autoprotette” potrebbero richiedere un impianto LPS con i nuovi criteri.

Nuova Densità di Fulminazione NSG

La terza edizione sostituisce la densità di fulminazione al suolo NG con la densità dei punti di impatto al suolo NSG, superiore a parità di zona: il numero di eventi pericolosi calcolato aumenta.

Integrazione ATEX

Per strutture con rischio di atmosfere esplosive, la norma chiarisce i requisiti aggiuntivi di protezione contro i fulmini.

Leggi l’articolo completo sulla nuova norma CEI 62305 →

Accumulo fotovoltaico e batterie al litio: la valutazione va rifatta

La terza edizione della CEI EN IEC 62305-2 introduce una regola nuova per le zone che contengono batterie al litio. Nel calcolo del rischio, le misure antincendio riducono le componenti legate all’incendio tramite il fattore rp: estintori, idranti e vie di esodo protette lo portano a 0,5, un impianto di spegnimento o di rivelazione automatica a 0,2. Nella zona con batterie al litio questa riduzione non si applica: rp vale 1, qualunque misura antincendio sia presente. Restano escluse solo le piccole quantità, come i computer portatili.

In pratica una VRF redatta prima dell’installazione di un sistema di accumulo è superata anche se recente e anche prima della scadenza del 2027: le componenti di rischio da incendio (RB, RV) nella zona possono aumentare fino a cinque volte e una struttura che risultava autoprotetta può richiedere LPS o SPD. È il caso tipico di:

Accumulo abbinato a impianto fotovoltaico industriale o commerciale
Sistemi di accumulo in container (BESS) e comunità energetiche
UPS di taglia per data center, produzione e strutture sanitarie
Sale di ricarica di carrelli elevatori e AGV al litio
Depositi e logistica di batterie

Hai installato un accumulo? Richiedi l’aggiornamento della VRF →

Domande Frequenti

Quanto costa la valutazione del rischio fulminazione?

Il costo dipende dalla complessita della struttura. Per un edificio industriale di media dimensione, si colloca tipicamente tra 500 e 2.000 euro. Forniamo preventivo personalizzato senza impegno.

E obbligatoria per tutte le aziende?

Si. Il D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di valutare tutti i rischi, incluso quello da fulminazione: l’art. 80 cita espressamente la fulminazione diretta e indiretta e l’art. 84 impone la protezione di edifici, impianti e attrezzature dalle scariche atmosferiche secondo le norme tecniche. Anche le strutture che risultano autoprotette devono disporre della relazione che lo attesti.

Cosa succede se non ho la valutazione?

L’omessa valutazione dei rischi è una contravvenzione punita con arresto o ammenda a carico del datore di lavoro (art. 55 D.Lgs. 81/08). In caso di infortunio riconducibile a fulminazione la responsabilità penale si aggrava.

Devo rifare la valutazione se ne ho gia una?

Se la valutazione e basata sulle norme precedenti al 2024, deve essere ricalcolata con i nuovi parametri entro il 31 ottobre 2027. I nuovi criteri possono modificare significativamente il risultato.

Ho installato un accumulo fotovoltaico o batterie al litio: devo rifare la valutazione?

Si. La CEI EN IEC 62305-2:2025-02 stabilisce che nella zona con batterie al litio il fattore di riduzione per le misure antincendio rp vale 1: le componenti di rischio da incendio di quella zona possono aumentare fino a cinque volte rispetto al calcolo precedente. Una VRF redatta prima dell’installazione dell’accumulo, di un UPS di taglia o di una sala di ricarica carrelli va aggiornata, indipendentemente dalla scadenza del 31 ottobre 2027. Non contano i piccoli volumi, come i computer portatili.

Quanto tempo richiede il servizio?

Per una struttura singola, il sopralluogo richiede mezza giornata. La relazione tecnica viene consegnata entro 2 settimane dal sopralluogo.

Operate solo a Piacenza?

Studio Soncini ha sede a Piacenza ed effettua sopralluoghi e Valutazioni del Rischio Fulminazione in tutta la provincia di Piacenza, nelle province limitrofe (Lodi, Cremona, Parma, Pavia, Milano) e in tutto il Nord Italia: Brescia, Bergamo, Mantova, Reggio Emilia, Modena, Verona, Bologna, Torino, Como, Varese, Vicenza, Padova. Effettuiamo VRF anche nel resto d’Italia per progetti specialistici e clienti con più sedi. La sede in Emilia-Romagna, baricentrica tra Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte, garantisce tempi di intervento rapidi nel Nord Italia. Per richieste fuori provincia il sopralluogo viene preventivato in funzione di distanze e logistica.

Cos’è il rischio tollerabile (RT) definito dalla norma?

È il valore limite di rischio accettabile indicato dalla CEI EN IEC 62305-2, pari a 1×10-5 all’anno. R esprime una perdita media annua attesa, quindi RT corrisponde a una perdita tollerata dell’ordine di 1 su 100.000 per anno. Nella prassi italiana vanno confrontati con RT sia RL1 sia RL2. Se il rischio calcolato supera RT, la struttura deve essere protetta con misure adeguate (LPS, SPD, schermature) fino a riportarlo entro i limiti.

Cosa sono le 9 componenti di rischio (RAD, RAT, RB… RZ)?

Sono le nove grandezze che la norma richiede di calcolare per quantificare il rischio totale di una struttura. La nuova edizione le distingue secondo la sorgente di danno: S1 (fulmine diretto sulla struttura) con RAD (fulminazione diretta della persona), RAT (tensioni di passo e contatto), RB (danni fisici) e RC (guasti impianti); S2 (fulmine vicino alla struttura) con RM; S3 (fulmine sulla linea connessa) con RU, RV, RW; S4 (fulmine vicino alla linea) con RZ. Il rischio totale R per ciascuna zona è la somma delle componenti applicabili.

Come si calcola l’area di raccolta Ad di un edificio?

L’area di raccolta dei fulmini diretti si determina geometricamente a partire dalle dimensioni dell’edificio (lunghezza, larghezza, altezza), considerando un offset pari a tre volte l’altezza dal perimetro della struttura (angoli arrotondati con raggio 3H). Il calcolo si effettua con software CAD e rappresenta l’area di territorio su cui un fulmine, cadendo, colpirebbe direttamente l’edificio. Per edifici con forme irregolari è necessaria una modellazione geometrica dettagliata.

Cosa cambia con la nuova edizione 2025 della norma CEI EN IEC 62305?

La terza edizione (CEI EN IEC 62305-2:2025-02) sostituisce la precedente edizione del 2010/2012 e introduce le seguenti principali novità: (a) singolo rischio che combina perdita di vite umane e perdita per danni fisici; (b) frequenza di danno F come grandezza distinta dal rischio R per valutare la disponibilità dei sistemi interni; (c) densità di fulminazione al suolo NSG (ground strike-point density) al posto della precedente densità di fulminazione NG; (d) introduzione di misure preventive con sistemi di allerta temporale TWS conformi a IEC 62793; (e) ridefinizione delle componenti di rischio con sdoppiamento della componente RA in RAT (tensioni di passo e contatto) e RAD (fulminazione diretta della persona). La nuova edizione è in vigore dal 1° marzo 2025 e ritira le edizioni precedenti il 31 ottobre 2027: entro tale data tutte le valutazioni esistenti devono essere verificate ed eventualmente aggiornate. Il testo ufficiale della norma è acquistabile sul sito my.ceinorme.it del Comitato Elettrotecnico Italiano.

  • Aggiornamento delle formule per le aree di raccolta (Am, Al, Ai)
  • Introduzione della densità dei punti di impatto al suolo NSG (ground strike-point density) in sostituzione della densità di fulminazione al suolo NG
  • Nuovi riferimenti al rischio derivante dalle apparecchiature connesse agli impianti interni
  • Migliore integrazione con gli aspetti di classificazione ATEX per ambienti con rischio esplosione

La nuova edizione diventa di riferimento obbligatorio dal 2027.

È necessaria la valutazione se ho già un impianto LPS (parafulmine)?

Sì. La presenza di un LPS non esenta dalla valutazione: anzi, è proprio la valutazione del rischio a stabilire se il livello di protezione installato è adeguato o se serve un potenziamento. Un LPS dimensionato su norme vecchie potrebbe non coprire tutte le componenti di rischio della nuova edizione CEI EN IEC 62305, in particolare quelle legate agli impianti interni (RC, RM, RW, RZ).

Per quanto tempo è valida la valutazione del rischio fulminazione?

La validità della valutazione è legata al periodo di validità del dato di densità di fulminazione (Ng e Nsg) utilizzato nei calcoli. CEI ProDiS (e in generale ogni fornitore ufficiale del dato) indica la data di scadenza del valore fornito: superata quella data il valore non è più rappresentativo del contesto statistico aggiornato e la valutazione va ricalcolata con parametri correnti.

Oltre alla scadenza del dato, la valutazione deve essere rivista anticipatamente ogni volta che: cambiano le caratteristiche della struttura (ampliamenti, nuove linee entranti, cambio destinazione d’uso), vengono installati nuovi impianti rilevanti, o cambia il contesto circostante (nuovi edifici adiacenti, nuove linee aeree).

Devo aggiornare la mia Valutazione Rischio Fulminazione entro il 31 ottobre 2027?

Si, se la tua VRF e stata redatta sulla base di CEI EN 62305 edizione 2010 o 2013. La nuova CEI EN IEC 62305-2:2025-02 (terza edizione, in vigore dal 1° marzo 2025) sostituisce le edizioni precedenti, che vengono ufficialmente ritirate il 31 ottobre 2027. Tutte le VRF basate su edizioni precedenti dovranno essere ricalcolate con la nuova nomenclatura delle 9 componenti (RAD, RAT, RB, RC, RM, RU, RV, RW, RZ) e con la nuova densita di fulminazione al suolo NSG (ground strike-point density) in luogo del precedente NG. Per i sistemi interni critici (data center, ospedali, telecomunicazioni) la nuova edizione introduce anche la frequenza di danno F, parametro che misura la disponibilita attesa del sistema.

Cosa succede se non aggiorno la VRF entro il 2027?

Una VRF basata su edizione ritirata non e piu conforme alle norme tecniche vigenti. In caso di evento di fulminazione con danni o vittime, il datore di lavoro espone responsabilita civili e penali ai sensi del D.Lgs 81/08 (artt. 17, 28-29), che prescrive la valutazione di tutti i rischi sulla base delle norme tecniche piu aggiornate. Inoltre i progettisti elettrici (CEI 64-8 sezione 443/534) e gli RSPP devono basarsi su una VRF aggiornata per dimensionare correttamente i sistemi di protezione contro le sovratensioni (SPD) e i sistemi di protezione esterni (LPS). Una valutazione obsoleta puo invalidare anche la conformita degli impianti elettrici associati e mettere in discussione la copertura assicurativa in caso di sinistro.

Quanto tempo richiede l’aggiornamento di una VRF gia esistente alla nuova edizione 2025?

L’aggiornamento di una VRF esistente e piu rapido rispetto a una valutazione ex-novo: i dati strutturali (geometria, area di raccolta Ad, materiali, presenza di LPS) si riutilizzano, mentre va ricalcolato il rischio con la nuova nomenclatura delle 9 componenti e i nuovi parametri (NSG, frequenza F, eventuali sistemi di allerta tempestiva TWS IEC 62793). Tempistica tipica: 5-10 giorni lavorativi dalla ricezione documentazione, contro 10-20 di una valutazione completa. Consigliamo di non aspettare il 2027: il periodo transitorio attuale e il momento ideale per pianificare con calma l’aggiornamento ed evitare la corsa finale.

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